BISOGNA AVERE FED

La riunione della Fed che si è conclusa ieri sera era attesa con molta trepidazione dai mercati finanziari dopo che nell’audizione al Congresso dello scorso 22 maggio il presidente Bernanke aveva indicato che l’inizio della “strategia di uscita” dalla politica monetaria ultra-espansiva sarebbe potuto avvenire nel corso della seconda parte di quest’anno con la graduale riduzione degli acquisti di titoli governativi e mutui cartolarizzati.

L’attesa del mercato era comunque che l’approccio della Fed sarebbe stato guardingo e non si attendevano segnali particolarmente significativi dalla riunione di questa settimana.

Così invece non è stato e la Fed ha sostanzialmente deciso di confermare, e precisare ulteriormente, il messaggio mandato da Bernanke il mese scorso. Questa indicazione non è stata fornita però, come ci si poteva aspettare, nel comunicato stampa successivo alla riunione, che è risultato largamente invariato, pur evidenziando che il rischio al ribasso per l’economia e per il mercato del lavoro si è ridotto rispetto all’autunno scorso (quando appunto era iniziato il QE3).

Bernanke ha invece precisato lo scenario centrale della Fed riguardo alla riduzione del Quantitative Easing (il cosiddetto “tapering”) all’inizio della conferenza stampa, in modo da avere ancora più spazio per sottolineare due punti fondamentali:

1. la riduzione del QE3 non rappresenta un restrizione della politica monetaria (perché gli acquisti della banca centrale aumentano e l’attivo della Fed continua a crescere)

2. la riduzione del QE3 non ha un’implicazione diretta sulle scelte di politica monetaria “convenzionale” e che quindi aumenti dei tassi d’interesse rimangono ancora lontani nel tempo.

Bernanke ha però precisato in modo molto chiaro che la Fed è orientata a iniziare il “tapering” più avanti nel corso dell’anno se lo scenario congiunturale evolverà in linea con le proprie attese. Si aspetta poi di intensificare la riduzione degli acquisti nella prima parte del 2014 e di concludere il programma verso la metà del prossimo anno, se il tasso di disoccupazione nel frattempo ha raggiunto il 7%.

Questa tempistica appare un poco più aggressiva rispetto alle nostre attese che contemplavano che l’inizio della riduzione degli acquisti sarebbe stato deciso nell’ultima riunione della Fed dell’anno, in dicembre e propendono probabilmente più per una decisione in tal senso nella riunione di settembre. Ovviamente ciò richiede che il flusso dei dati confermi nei prossimi mesi le aspettative della Fed che in termini sia di crescita che di andamento del tasso di disoccupazione appaiono più positive delle nostre.

In conclusione un messaggio un po’ più aggressivo di quanto ci attendevamo ma è bene ribadire, come è stato sottolineato anche dalla Fed, che siamo ancora ben lontani dall’inizio di una fase restrittiva e che la diminuzione graduale del QE3 sarà legata ad un continuo rafforzamento dell’economia.

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